Francesco

Esposito

Ad un certo punto del mio viaggio, dopo aver trascorso moltissimo tempo crescendo attraverso l’inconsapevolezza ed il dolore accadde che proprio la stessa sofferenza mi costrinse a pormi delle domande… chi sono io? chi sono veramente?

 

…confrontandomi con altri uomini e donne mi sono reso conto che questo tipo di domande arrivano nel momento in cui la coscienza è pronta a cominciare un nuovo percorso…

 

…un percorso di progressivo risveglio e pulizia da chi credevo di essere a chi realmente sono.

 

Il susseguirsi di domande e di osservazioni mi hanno portato ad ampliare sensibilmente giorno dopo giorno la conoscenza di me e di tutte le parti che ho scoperto compormi.

 

Risvegliarmi sempre più vicino alla mia vera identità ed alle mie vere abilità mi sta accompagnando gradualmente a liberarmi da catene invisibili che prima non vedevo, da automatismi inconsapevoli che prima definivo “il mio libero arbitrio” e rendermi conto che se non avessi cambiato, tutto questo avrebbe ogni giorno di più consolidato e rafforzato le sbarre di una prigione di cui non immaginavo neppure lontanamente l’esistenza.

 

Oggi è proprio grazie a questa nuova libertà acquisita che guardando a chi ero prima o chi ancora inconsapevolmente vive prigioniero, che spontaneamente dal cuore si apre un fortissimo richiamo, un appello a cui non posso resistere che mi chiede di trasferire questa libertà, questa nuova pace, amore e nuovi occhi per vedere il mondo per come realmente è, qualcosa che ora riconosco sempre più come perfetto.

 

Il premio di questo nuovo uomo/donna che rinasce alle sue reali capacità è inestimabile.

 

Osservare che esistono tra noi dei vivi, delle vive, mi ha fatto sentire l’urgenza di emanare questo richiamo.

 

Il susseguirsi di domande e di osservazioni mi hanno portato ad ampliare sensibilmente giorno dopo giorno la conoscenza di me e di tutte le parti che ho scoperto compormi.

 

Risvegliarmi sempre più vicino alla mia vera identità ed alle mie vere abilità mi sta accompagnando gradualmente a liberarmi da catene invisibili che prima non vedevo, da automatismi inconsapevoli che prima definivo “il mio libero arbitrio” e rendermi conto che se non avessi cambiato, tutto questo avrebbe ogni giorno di più consolidato e rafforzato le sbarre di una prigione di cui non immaginavo neppure lontanamente l’esistenza.

 

Oggi è proprio grazie a questa nuova libertà acquisita che guardando a chi ero prima o chi ancora inconsapevolmente vive prigioniero, che spontaneamente dal cuore si apre un fortissimo richiamo, un appello a cui non posso resistere che mi chiede di trasferire questa libertà, questa nuova pace, amore e nuovi occhi per vedere il mondo per come realmente è, qualcosa che ora riconosco sempre più come perfetto.

 

Il premio di questo nuovo uomo/donna che rinasce alle sue reali capacità è inestimabile.

 

Osservare che esistono tra noi dei vivi, delle vive, mi ha fatto sentire l’urgenza di emanare questo richiamo.

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